Trasferirsi.

– Luciano, non ci posso credere!
– Oh te! Che ci fai da queste parti?
– Ero venuta a comprare dei libri…teatro, storia della regia…i soliti pacchi. Ma te, invece?
– Vivo qui vicino adesso.
– Ma dai! Da quanto?
– Un paio di mesi ormai. Ti va un caffé?
– Avoglia! Mi devi raccontare un sacco di cose!
– Mah, non credo…
– E che fai adesso? Hai finito gli studi?
– Sì, ormai è un pezzo. Lavoricchio: collaborazioni varie, tutta roba spezzettata.
– Vabé, su, è normale all’inizio. Collaborazioni di che tipo?
– Giornalismo, comunicazione, scrittura…
– Allora alla fine ce l’hai fatta a diventare un giornalista!
– Beh: più o me/
– La mia mamma diceva sempre: tu vedrai che tanto quel coglione di Luciano farà la fame! Poteva trovarsi un lavoro serio, coi genitori a modo che si ritrova!
– Così diceva, eh.
– E invece ti vedo in forma, dai! Nel senso: avrei pensato peggio!
– Vabé, insomma, e te?
– Mi mancano sei esami adesso.
– La specialistica?
– No, per la triennale: son fuori corso da due anni e mezzo, ma perché nel frattempo ho fatto altro…
– Tipo?
– Oh, che vuoi, non sarai mica uno di quelli che pensa male della gente?

*

– E insomma ti sei trasferito in centro!
– Sì, poi la zona è carina e i coinquilini son pacifici.
– Ti è andata meglio che al Parrini, lui finì in un appartamento con un gay, una ninfomane e una con l’esaurimento…
– Non lo sapevo.
– Davvero? Che se li rigirò tutti e tre nel giro di un anno. Gli era venuta una confusione in capo!
– Povero Parrini. Ma che fine ha fatto?
– E’ ricoverato da gennaio.

*

– Comunque qui è tutta un’altra cosa, immagino. Zero beghe, ti gestisci come vuoi..
– A volte la faccenda è un po’ monotona, son sincero.
– Scherzi? Ti ricordi le serate al baretto, quelle sì che eran tutte uguali.
– Sì, ma gli amici…
– Gli amici una sega: passavamo serate intere a spettegolare dei conoscenti!
– E’ vero, ma quella non era la parte peggio. Pensa a tutte le volte che ci siamo ubriacati per finta, abbiamo inscenato tragedie, finto di star male..
– Già: la città almeno ti da altre prospettive: ti ubriachi sul serio, litighi di brutto e soffri come un cane.
– …
– Dai, su. Almeno è autentico.

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3 pensieri riguardo “Trasferirsi.”

  1. (alla cassa, in libreria)
    – se vuole può avere la nostra nuova tessera SuperPiù con numerosi nuovi vantaggi, a soli 2,50 per i soci
    – ah, e che differenze ci sono con questa?
    – beh, il 15% di sconto per ogni ordine di cd dvd e bluray on line
    – mah, di solito non compro cd dvd e bluray on line
    – il 15% di sconto se va in una libreria con angolo caffè
    – se ho sete mi viene più spontaneo entrare in un bar che in una libreria
    – ogni mese 4 titoli in offerta apposta per lei
    – cioè, che li scelgo io?
    – no! ma potrà avere finalmente i sacchetti gratis
    – …
    – ecco il suo resto, arrivederci

    [non c’entra niente, ma ho pensato che questo è il posto dei dialoghi]

  2. (Per rimanere in tema libreria)

    – Non mi dica che anche lei ha preso Gramellini!
    – Non ho preso Gramellini.
    – Prendono tutti Gramellini in questi giorni!
    – Io ho preso Pontiggia. Ed è un libro uscito 10 anni fa.
    – Menomale: ecco il suo resto.
    – Arrivederci.
    – Comunque lo legga: non è male Gramellini.

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