I racconti che non vuoi far finire.

*(Grazie a M.F. che mi ha raccontato questa storia)

 

Stava rileggendo un libro di racconti seduto su una panchina. Lei si avvicinò, facendo scricchiolare le foglie secche sull’asfalto.

“E’ un gran libro”.

Era la prima volta che si vedevano. Lui stava immerso nelle pagine e fu sorpreso da quella presenza.

“L’ho iniziato adesso per la terza volta. Anche io lo adoro”. Si fissarono incerti per qualche istante.

“Posso?”

La ragazza si sedette sulla panchina e si accese una sigaretta. Aprì la borsa e tirò fuori lo stesso libro, nella stessa edizione: sorrisero e si presentarono.

“A che pagina sei?”

Glielo disse e lei attaccò la lettura da quel punto. Passarono alcuni minuti in silenzio, mentre la luce iniziava pian piano a venire meno. Lui distolse gli occhi dal volume, la guardò terminare il racconto.

“Leggi troppo veloce”, le disse arrivata a fine pagina, “non sarai mica uno che ha furia?”.

“Uno che ha furia secondo te rilegge un libro per la terza volta, seduto in un parco?”

Lei sorrise per la seconda volta, stavolta più a lungo. In un baleno si era fatto buio, era l’ora di andarsene.

La ragazza si infilò un cappello di lana grossa mentre si alzava. Lui rimase immobile.

Mentre lei sorrideva per la terza volta il ragazzo disse: “posso accompagnarti?”.

Si incamminarono a passo lento attraverso il quartiere, separati dalla bicicletta che lui spingeva a mano. I viali erano già invasi dalle auto. La gente rientrava dal lavoro.

Lui la accompagnò a casa e una volta di fronte al portone fu invitato a salire. Arrivati nell’appartamento lei preparò il thé: lo bevvero sul divano mentre continuavano il libro. Arrivati al penultimo meraviglioso racconto la ragazza iniziò a piangere. Le chiese perché.

“Perché tanto le storie ad un certo punto finiscono”. Lui non capì. Fu tutto più chiaro quando la ragazza lo accompagnò alla porta e gli chiese, con voce sommessa, di non farsi vedere più.

Arrivato in strada saltò sulla bici e inquadrò bene il civico dell’appartamento: da quel momento, per un anno esatto, sarebbe tornato di fronte a quel portone ogni giorno, sperando che lei avesse voglia di leggere l’ultimo racconto insieme a lui.

 

Annunci

Un pensiero riguardo “I racconti che non vuoi far finire.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...