la seconda ragazza che ho baciato

Negli ultimi tre anni ho letto molti racconti. Soprattutto di americani.

Poche settimane fa, poi, al Salone di Torino, ho conosciuto Paolo Zardi. Me ne avevano parlato come un grande autore, qualcuno lo aveva addirittura descritto come uno dei “migliori scrittori di racconti in Italia”. Ho assistito alla presentazione del suo “il giorno che diventammo umani” (Neo Edizioni) ed innamorato da alcune delle cose sentite ho comprato il libro. Tornato a casa l’ho letto in pochi giorni, racconto dopo racconto.

Quello di Paolo Zardi è senz’altro – per quanto possa contare il mio giudizio – un libro di una bellezza straordinaria, che non posso non  consigliarvi col cuore in mano.

Con Paolo poi ci siamo sentiti via mail, e pochi giorni fa mi ha chiesto un piccolo contributo per il suo blog, Grafemi.

Gli ho inviato un breve racconto intitolato “la seconda ragazza che ho baciato”, una storia a cui mi è capito di ripensare poco tempo fa.

Ringrazio Paolo e quanti avranno voglia di leggere.

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Un pensiero riguardo “la seconda ragazza che ho baciato”

  1. E degli americani hai, in qualche modo, l’approccio nello scrivere i racconti. Gli americani (sto generalizzando) hanno il gusto del raccontare: sembra che siano attorno a un fuoco, e dicano: “ok, ragazzi, ora vi racconto una storia”. C’è una qualità affabulatoria (e, passami il termine, mitopoietica) che ritrovo nella tua scrittura.
    A presto!
    Paolo

    ps Grazie Daniele per le belle parole!

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