Giudizio estetico a priori (la dittatura della quarta di copertina)

Due giorni fa, chiusa l’ultima pagina di un bel romanzo, ho affrontato la pila dei libri che sto per leggere

(è una cosa che tende a formarsi naturalmente nei periodi in cui compro – o eredito o ricevo in dono o mi faccio prestare – più libri di quanti ve ne possano stare sulla mensola dei libri ancora da leggere: alcuni sono lì da anni, ma a volte qualcuno riesce a uscire dallo scaffale e mi si avvicina, trovando speranza fuori dal mucchio).

Dalla pila ho afferrato un volume comprato da pochissimo: Dieci dicembre di George Saunders. Avevo già letto i suoi racconti, avevo sentito l’autore a Firenze e avevo deciso (doveva essere il 2010) che avrei voluto leggere ogni sua nuova uscita. Chiaramente non ho mai mantenuto il proposito. A maggio però mi sono ricordato di lui. Sapevo titolo autore editore e poco altro. Dell’editore mi fido. Dell’autore vi ho già detto. Volevo averlo, non mi interessava nient’altro. L’ho comprato e l’ho lasciato nella pila per qualche settimana.

Poi l’altra sera ho osservato l’oggetto-libro per la prima volta, attentamente.

In copertina, sopra il titolo, accanto ad un cristallo di ghiaccio su sfondo azzurro, un virgolettato: “il più bel libro che leggerete quest’anno” New York Times.

Vabè, ho pensato. Ci può anche stare, chissà.

Ma in quarta di copertina ho trovato, in ordine:

–          un giudizio entusiastico di Jonathan Franzen

–          un giudizio estatico di Jennifer Egan

–          un giudizio affascinato di Zadie Smith

–          un giudizio eccitato di Thomas Pynchon

–          un virgolettato commosso del The Guardian

–          un giudizio ammirato di Dave Eggers

Quindi nulla, ditemi voi: già è difficile scegliere cosa leggere, capire, orientarsi. Se poi si impacchettano i libri così, uno alla fine non solo non ha più il diritto di non farsi piacere un’opera: è costretto addirittura a sentirsi molto in colpa se gli fa cacare.

 

(nulla: va da sé che in questo momento il libro in questione – sono a metà – mi sembra bellissimo)

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Un pensiero riguardo “Giudizio estetico a priori (la dittatura della quarta di copertina)”

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