Ripescati dalla piena

Qualche settimana fa mi sono trovato assieme a Federico Lanzini, un amico videomaker (ma lavora per le ferrovie: e questo la dice lunga su un sacco di cose), a girare per la Valdisieve in macchina, a piazzare cavalletti tra le colline e le aziende chiuse, nel borgo e lungo il fiume, alla stazione e ai giardinetti. Abbiamo iniziato sabato pomeriggio col sole che calava, ci siamo salutati all’ora di cena. Abbiamo fatto serata e senza andare a letto la domenica mattina, prima dell’alba, eravamo di nuovo assieme, a filmare i cambi di luce delle terre in cui siamo cresciuti. Un’insonnia strana e straniante.

La domanda (che mi era stata suggerita più di un anno fa da un compagno di calcetto che aveva bevuto troppo) era: “dove sono finiti tutti gli esseri umani?”

Sicché il 4 dicembre uscirà un mio nuovo libro. Si chiama “Ripescati dalla piena”, e conterrà racconti brevi, racconti meno brevi, e alcuni versi. Conterrà testi scritti negli ultimi anni. A volte potrà fare un po’ ridere, altre volte uscirà fuori giusto l’amarezza.

Dopo aver pescato dall’immaginario del rock per raccontare un sogno, aver trafugato le leggende pop per indagare la possibilità della quiete, stavolta i personaggi girano per casa, tra i paesi e le colline, fanno i pendolari. Si parla di provincia ma l’obiettivo ultimo non è quello di raccontare Pontassieve. È il dubbio di esser parte o meno di una comunità, è il sentirsi grandi e partenti ma con le radici, il sentirsi soli, stanchi, innamorati, illusi. Tutto insieme. Sentirsi in empatia con il paesaggio (la collina al tramonto e il paese ed il cementificio chiuso e le fabbriche abbandonate e i conoscenti che se ne vanno lontano e quelli che non si schiodano). Le partite di pallone nel fango, gli amori venuti male. Il far fatica a trovare pace, casa, respiro. L’esser poi felici senza ragione. È più una sensazione di fondo. È abbastanza comune, credo.

Il libro esce ancora una volta con Intermezzi Editore. Ufficialmente siamo fuori per la fiera di Roma, Più libri più liberi.

Il 5 sera sarò alla festa dei Nuovi Editori Indipendenti, la Notte dei NEI.

Il 6 lo presenteremo là, in città.

Il 13 a Pontassieve, alla Libreria Fortuna.

Un abbraccio,

d.

 

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2 pensieri riguardo “Ripescati dalla piena”

  1. Ciao Daniele, espressione che appartiene alla nostra terra quella di “ripescati dalla piena” (da me si dice “ripresi” ma è una sfumatura..) e molto efficace per esprimere un certo stato fisico e mentale di persone ‘comuni’……non ho ancora letto la tua raccolta semplicemente perchè non ce l’ho ancora ….divorato invece IO VOLEVO RINGO STARR ed i tuoi ‘blogpensieri entropici’..sei bravo. Ciao. Laura.

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