Colonna sonora per un bacio

È successo tutto mentre stavo preparando la cena. L’olio era caldo nella padella antiaderente, stavo buttando la cipolla, tagliata fine, a soffriggere. Ero pronto a godermi il suono dello sfrigolio quando fuori, dalla strada, è salita una musica.

Vivo in una via tranquilla. Mai uno schiamazzo, mai un rumore. Ma ora dalla strada cresceva un brano strumentale, con chitarre e violini, un rock lento. Ho scordato subito le cipolle in padella e mi sono avvicinato alla finestra. In quel momento le porte di una piccola utilitaria si sono aperte e la canzone si è diffusa con forza. Non sono riuscito a riconoscerla e decifrandone lo stile ho tentato di ipotizzarne l’autore. Le chitarre erano almeno due: la prima stendeva un tappeto grezzo, la seconda lo ricamava.

Ho aperto la finestra per ascoltare meglio e nello stesso istante dall’auto sono usciti un ragazzo e una ragazza: lui aveva i capelli cortissimi, era alto, portava un cappotto blu e delle scarpe da ginnastica. Lei un caschetto moro, la pelle chiarissima alla luce del lampione, una giacchettina nera, le calze scure e delle scarpe di vernice. Non li avevo mai visti nel mio quartiere.

Mentre i violini erano sul punto di detonare lui aveva raggiunto lei accanto al fianco sinistro della macchina. Portatole la mano sulla guancia, era poi rimasto immobile per qualche secondo. Nel tentativo di abbracciarlo, alla ragazza era scivolata la borsa dalla spalla. Li ho visti ridere per quella piccola imperfezione, mentre la seconda chitarra attaccava un assolo distorto e vibrato sugli alti: quei difetti erano in sincronia perfetta. Lui le ha poi cinto la vita con entrambe le mani, mentre lei portava le proprie attorno al suo collo. E come le loro bocche si sono sfiorate l’assolo si è fatto più alto, la batteria solenne, i violini urlanti. Li ho guardati stingersi forte ed avvolgersi, farsi più vicini possibile, combattere contro le stoffe e la materia e lo spazio, e staccarsi d’un colpo, mentre le chitarre tacevano, e solo i quarti scanditi dalla cassa facevano compagnia agli archi in ritirata. Le braccia del ragazzo si sono arrese, molli, quando lei si è voltata. Non una parola: mentre lui chiudeva la portiera di lei e tornava al posto di guida, la ragazza ha attraversato la strada, arrivando sotto alla mia finestra. Tra l’odore delle migliaia di cene di tutti i condomini ho sentito anche il suo profumo, e quando la macchina si è rimessa in moto non sapevo già più niente di quella canzone, e non ho potuto non sentire la voglia di passare la lingua sulle labbra, inumidirle, rendergli vita. Quando ho chiuso la finestra la macchina era già partita, la ragazza ormai fuori visuale.

Il soffritto iniziava a bruciarsi, ho spento il fornello e mi sono seduto a tavola, così.

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6 pensieri riguardo “Colonna sonora per un bacio”

  1. Al lettore contemporaneo verrebbe da dire, già alla quinta riga: “protagonista, shazzammala subito!!”.
    Ed è andando avanti a leggere che lo stesso lettore si accorge che shazam ha aperto al mondo la strada di rovina&devastazione….

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