I demoni del fango

Diverso tempo fa dopo una notte di pioggia torrenziale feci un incubo bruttissimo, in cui c’era stata un alluvione tipo il ‘66 ma la gente non si voleva punto bene, e non c’erano gli angeli del fango. Quindi scrissi un racconto immaginando la rottura della comunità, alcuna solidarietà, una tragedia senza retorica.
Il racconto si chiama “I demoni del fango” ed è stato selezionato da Lungarno: è pubblicato – assieme ai testi di altri autori – da Edizioni Clichy in formato giornalone (collana ro.ro.ro).

Costa solo un euro.

Una nota: il racconto originale, quando l’ho concepito e scritto, era lungo il doppio: non ho tagliato scene o decapitato la struttura, ma con l’aiuto di Salvatore Cherchi (un amico, ma anche un editor incredibile) l’ho asciugato. A furia di limare e levare (per esigenze editoriali, per rispettare le regole del concorso: recentemente ho tendenze minimaliste, ma mai violente) il racconto è uscito così. Pulito, ai limiti del disadorno, essenziale. Non saprei dire se infine sia migliorato o no, so che è stato un bellissimo esercizio.

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