L’ultimo dell’anno (ma in generale, va detto, tutto un anno)

La differenza sostanziale è che una volta correvo e mi industriavo, bevevo a sinistra e a destra, e poi ragionavo a voce altra, a volte anche da solo, fino allo spegnimento.

Certo, va detto: comunque anche prima mi capitava di essere molto felice. Non ho scoperto ieri che mi veniva facile di stropicciarmi al calduccio, di saper inventare un tepore.

Nella paura in un certo senso ho sempre cercato il bene. E l’ho trovato nella misura in cui ho saputo esser vero: e sapevo che c’erano degli abissi, sapevo i nomi e i cognomi di tutte le piccole tristezze.

 

Ed è così anche ora: ma rincasando, per le scale del condominio, lei canticchiando mi precede di un passo.

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Un pensiero riguardo “L’ultimo dell’anno (ma in generale, va detto, tutto un anno)”

  1. Un post sulla maturità, quindi. Non si può che dirti bravo! (e bisogna invece tralasciare il “beato te” che però come vedi sguscia lo stesso)

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